A Treviso calano le tasse: nel 2015 le imprese lavoreranno per il Fisco 8 giorni in meno

La città di Treviso è al 106º posto, a livello nazionale, su 113 Comuni capoluogo, per Total Tax Rate sulle imprese, cioè per il peso complessivo del fisco. Ben al di sotto alla media nazionale e con un calo rispetto al 2014.

Lo ha evidenziato il Rapporto 2015 dell’Osservatorio nazionale CNA sulla tassazione della piccola impresa presentato ieri, martedì 28 aprile, a Roma.

«Siamo ancora ben lontani da una tassazione sostenibile e il fisco italiano rimane tra i più voraci d’Europa – commenta Giuliano Rosolen, direttore provinciale della CNA di Treviso -. Ma, dai dati che abbiamo in mano, sembra che questa voracità stia cominciando, di poco e lentamente, a calare. Il 2015 il Total Tax Rate si profila calare del 1,7%, passando dal 63,9% del 2014 al 62,2%, calo che va interamente intestato all’abolizione della componente lavoro dell’Irap. Un beneficio che poteva essere ben più corposo se non fosse stato dimezzato dal maggior prelievo dell’Irpef e dei contributi previdenziali degli imprenditori».

Ma veniamo a Treviso che, secondo i dati della CNA, per pressione fiscale sulle imprese, risulta meno “bastonata” degli altri capoluoghi di provincia, attestandosi nella parte bassa della classifica, con un Total Tax Rate del 56,7%, calato del 2,1% rispetto al 2014, e guadagnando 8 giorni rispetto l’anno prima di “libertà dal Fisco”: il Tax Free Day del 2015 cade il 25 luglio (contro la media nazionale del 14 agosto), nel 2014 era il 2 agosto.

Il Free Tax Day è il giorno del Calendario della PMI italiana in cui l’impresa inizia finalmente a lavorare per sé, avendo assolto gli oneri fiscali. Lavorare sette mesi per lo Stato continua comunque a rimanere un’anomalia.

Torniamo a Treviso.

Il Total Tax Day è stato calcolato prendendo a impresa tipo una ditta artigianale individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 metri quadri e un negozio destinato alla vendita di 175 metri quadri, dispone di macchinari, attrezzature, mobili e macchine da ufficio e di un mezzo per il trasporto conto proprio, impiega 4 operai e u impiegato, ha ricavi per 431 mila euro e un reddito di impresa di 50 mila euro (v. tabella sotto).

Questa impresa tipo nel 2015 pagherà 3.120 euro di IRAP in meno rispetto al 2014, ma pagherà 873 euro in più di IVS (sono contributi previdenziali dell’imprenditore: invalidità, vecchiaia, superstiti), 1.128 euro in più di IRPEF, 58 euro in più di addizionali IRPEF regionale e comunale. Il saldo tuttavia è positivo: il reddito netto disponibile aumenterà di 1.062 euro.

«Sono dei dati interessanti – continua Giuliano Rosolenche devono spronare lo Stato e gli enti locali a un impegno ancora maggiore per la riduzione della pesantissima pressione fiscale che grava sulle imprese e costituisce uno dei freni allo sviluppo. È un passo nella giusta direzione che dovrà però essere confermato dagli enti locali. Se i sindaci decidessero di compensare i tagli, già stabiliti, dei trasferimenti dello Stato centrale, rimettendo mano ai tributi locali, potrebbero attenuare, fino a farlo scomparire il beneficio introdotto dal taglio dell’IRAP. Noi ci auguriamo che né a Treviso né negli altri Comuni i sindaci prendano in considerazione di rivalersi sulle imprese che iniziano a respirare ora».

Rapporto 2015_Osservatorio CNA sulla tassazione delle PMI 

Tabella Dati Treviso


 

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