Imprenditoria in rosa, finiti i soldi del fondo di rotazione

Sono finiti i soldi per l’imprenditoria femminile. Dal 1° novembre, inutile inoltrare le domande: non c’è più un euro.

Veneto Sviluppo lo ha comunicato ai confidi di garanzia con una laconica mail, inviata nei giorni scorsi, dove si legge: “Egregi signori, si segnala che è stato pressoché raggiunto il pieno utilizzo delle risorse regionali assegnate al Fondo di Rotazione per l’Imprenditoria Femminile ex LR 1/2000. L’accesso alle agevolazioni in forma mista, pertanto, dovrà essere sospeso con decorrenza dal 01/11/2011. Le domande di agevolazione che dovessero pervenire successivamente a tale data non potranno essere istruite e saranno considerate improcedibili per mancanza di fondi”.

Ma chiudere i rubinetti delle agevolazioni all’imprenditoria femminile, in questo momento, significa ostacolare la ripresa che, dati alla mano, è stimolata proprio dalla voglia di imprenditorialità delle donne. Il tasso di crescita delle imprese in rosa, nel nostro Paese, infatti, è superiore alla crescita totale: +0,7 contro il +0,3 (nell’arco temporale giugno 2010-giugno 2011). E nella Marca l’imprenditorialità femminile è ancora più vivace con un tasso di crescita, nello stesso arco temporale, del +1,71% (dalle 19.616 aziende di giugno 2010 alle 19.952 di giugno 2011).

La fine delle agevolazioni significherà, probabilmente, uno stop alla voglia di fare impresa delle donne, con ripercussioni sulla vivacità dell’intero sistema.

«Siamo molto amareggiate per questa scelta – afferma Catia Olivetto, presidente di CNA Impresa Donna -. Il fondo di rotazione per l’imprenditoria femminile, che agevolava l’acquisto di beni strumentali, la costruzione, ristrutturazione e ampliamento di immobili e l’acquisto di aziende, era sicuramente un incentivo alla voglia di fare impresa delle donne, che già hanno più difficoltà di accedere al credito, anche se sono più solvibili».

«La politica di sviluppo della Regione ci appare incomprensibile – afferma Alfonso Lorenzetto, presidente del confidi Canova della CNA provinciale di Treviso -. Veneto Sviluppo ha costituito un fondo di garanzia di 36 milioni di euro per l’accesso al credito delle PMI, sovrapponendosi di fatto al ruolo dei confidi, dei quali, coerentemente con questa scelta, la Regione non finanzia più i fondi rischio. C’era invece bisogno di altro, e cioè che la Regione finanziasse quelle leggi che aiutavano gli artigiani e i piccoli imprenditori a fare impresa. Invece la LR 48/93, che restituiva alle imprese l’8% del capitale investito, è stata sospesa, in un quadro nazionale già fosco per il persistente mancato rifinanziamento dell’Artigiancassa».

La CNA chiede alla Regione di rivedere le scelte in materia, mettendo subito nuove risorse nel Fondo per l’Imprenditoria Femminile e dirottando almeno 10 milioni di euro dal plafond di Veneto Sviluppo per rifinanziare la LR 48/93.


 

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