"Le imprese cerchino competitività in idee innovative non con evasione"

«Un mercato davvero concorrenziale, un mercato aperto, efficiente, ha bisogno di regole. Proprio il rispetto delle regole è la prima garanzia di un mercato sano e vivo, di un mercato che dà opportunità e benessere a chi produce e a chi lavora e garanzie di qualità a chi consuma. Per questo, il contrasto a chi infrange le regole deve essere ferreo. Chi evade il fisco è il peggior nemico delle imprese oneste. La lealtà fiscale è una battaglia che dobbiamo sentire nostra fino in fondo».

Lo ha affermato ieri sera Alessandro Conte, presidente provinciale della CNA, nell’incontro su “Liberalizzazioni e competitività del sistema economico” che si è tenuto a Treviso alla presenza del presidente nazionale Ivan Malavasi.

«La competitività, noi imprenditori, la dobbiamo cercare nelle idee innovative, nell’efficienza dei processi e dell’organizzazione del lavoro, nella ricerca di nuovi mercati, anche su scala globale, dove entrare con i nostri prodotti e i nostri servizi – ha scandito Conte di fronte alla platea di artigiani e piccoli imprenditori -. La competitività non la dobbiamo ottenere con l’evasione, con la compressione dei costi del lavoro e della sicurezza. Questa deve essere la nostra ambizione».

Tuttavia, la vita dell’imprenditore e del cittadino onesti è diventata oggi davvero molto difficile e sta portando molti alla disperazione e al suicidio. Lo Stato quindi deve fare presto la sua parte «riducendo i costi per le imprese e la pressione fiscale». Inoltre, i costi del risanamento del Paese «non devono gravare sempre sugli stessi e cioè soltanto sulla parte produttiva. Perché se si ammazza chi porta a casa il pane, di fame muore tutta la famiglia. La cura dimagrante la deve fare anche lo Stato, la cui spesa annua vale 852 miliardi di euro, il 50% del Pil».

«Il costo del lavoro è ancora troppo alto e gli adempimenti burocratici sono eccessivi e costosi, fatti il più delle volte per alimentare la macchina della burocrazia, non per servire l’imprenditore o il cittadino. E la pressione fiscale è insostenibile per chi è onesto – ha puntualizzato il presidente provinciale della CNA -. Lo Stato, in questa crociata senza precedenti contro chi evade, dopo aver chiuso l’occhio per decenni, dopo aver fatto condoni e scudi fiscali, adesso ha sferrato un attacco mai visto prima al mondo dell’impresa. Bene se si colpiscono i disonesti. In questa maglia stretta di controlli però, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, ci devono finire le vere e grandi centrali di evasione, non serve invece accanirsi contro un panettiere per uno scontrino da 75 centesimi perso dal cliente, come è successo la scorsa settimana a Valdobbiadene, o contro l’idraulico per un lavoretto in nero fatto a casa del figlio».

«La nostra Associazione – ha concluso Conte – ha sempre fatto del rispetto delle regole e della legalità la propria bandiera. E continuerà su questa strada chiedendo ai propri imprenditori l’adesione al nostro Codice Etico che è chiaro su questo punto».

 


 

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