Sistri, NON PAGATE il contributo 2012 fino a chiarimento

Sono centinaia le sottoscrizioni raccolte finora per chiedere la soppressione del pagamento del contributo Sistri per il 2012, in scadenza il 30 aprile. Solo questa mattina, tramite il sito la petizione on line, ne sono arrivate oltre 100. Un grazie ai tanti firmatari, che danno forza alla nostra richiesta.

Il pressing sul Governo effettuato dalle associazioni di categoria sta dando i primi frutti positivi. Ci sono buone probabilità che l’Esecutivo sopprima il contributo.

Per questo invitiamo le imprese a NON pagare al momento e ad aspettare ulteriori indicazioni.

«Il Governo non ha ancora dato formale risposta alla nostra richiesta di sopprimere il contributo, ma la situazione è fluida e intravediamo uno spiraglio – spiega Davide Sossai, responsabile del settore Ambiente e Sicurezza della CNA di Treviso -. Contiamo che il Governo la prossima settimana ci dia una risposta in modo che, a nostra volta, possiamo dare indicazioni certe alle aziende. Intanto le invitiamo a non pagare il contributo Sistri per il 2012. La petizione che stiamo facendo, e che stiamo inviando ai livelli superiori, ci dà molta forza».

Il contributo Sistri ha un valore che va da 50 euro per le imprese che non hanno grandi quantitativi di rifiuti speciali a decine di migliaia di euro per alcune tipologie di aziende. Un carico enorme in questo momento di difficoltà economica. Un costo inaccettabile per le aziende visto che il sistema non è mai entrato in vigore.

Il Sistri avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio 2010, ma dopo due anni e mezzo non è ancora operativo. Il Mille Proroghe ha ulteriormente posticipato l’entrata in vigore al 30 giugno di quest’anno. Lo Stato però è stato solertissimo a chiedere il contributo alle imprese che tra il 2010 e il 2011 hanno sborsato, a livello nazionale oltre 70 milioni di euro (stima per difetto). Per non aver nessun servizio.

Quello che la CNA contesta non è l’obiettivo del Sistri, che è buono: la tracciabilità dei rifiuti infatti è importantissima in un Paese come il nostro in cui, sul business dei rifiuti, ha messo le mani da tempo la criminalità organizzata alimentando un remunerativo traffico illecito e devastando intere aree del Paese.

Ma l’attuale sistema ha pesanti complicazioni pratiche per le imprese, è complesso, comporta lungaggini e procedure complesse, soprattutto per l’autotrasporto e per certe categorie di piccole imprese. La CNA ha avanzato una proposta per un nuovo sistema per la tracciabilità dei rifiuti che soddisfi appieno gli obiettivi di legalità e, allo stesso tempo, non sia l’ennesima complicazione burocratica inutile e costosa sulle spalle delle imprese. La proposta è all’attenzione del Governo.


 

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