Mappa del sito
<div style="background-color: #e6e6e6;"><a href="http://www.rsspump.com/?web_widget/rss_ticker/news_widget" title="News Widget">News Widget</a></div>

Sospeso per 60 giorni lo sciopero dell’autotrasporto. Vivace assemblea sabato a Treviso

21 gennaio 2012

sotto Unioni

Gli autotrasportatori hanno sospeso per 60 giorni il fermo che avrebbe dovuto iniziare lunedì 23 gennaio e durare una settimana. La decisione è stata presa per lasciare il tempo al Governo di varare i provvedimenti contenuti nella piattaforma presentata dai rappresentanti Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto merci), la sigla unitaria dell’autotrasporto, e accolta dal super ministro Passera.

Questo pomeriggio, all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso, si è tenuta l’assemblea degli autotrasportatori trevigiani, rappresentati in provincia dalla Confartigianato Trasporti, dalla Fita-CNA e dalla Casartigiani.

I rappresentanti sindacali trevigiani hanno spiegato le ragioni della sospensione del fermo, che era stato proclamato per i gravi disagi che sta vivendo il settore determinati dalla situazione generale di crisi economica e in particolare dall’aumento del costo del carburante, dalla mancata applicazione dei costi minimi di esercizio e dell’applicazione delle regole di accesso alla professione per i trasportatori che hanno mezzi da 15 a 35 quintali.

Foscarini, presidente  della Confartigianato) che valuta «interessante» la piattaforma di Passera, l’ha così riassunta all’assemblea:

  • Conferma dello stanziamento di 400 milioni di euro per il 2012
  • Garanzia del mantenimento dei costi minimi di esercizio e sanzionabilità dei committenti che non li applicano
  • Recupero trimestrale delle accise sul carburante
  • Ripensamento dell’accesso alla professione

Se questi provvedimenti non diventeranno operativi entro i prossimi due mesi allora sì che sarà sciopero. In questi 60 giorni le Associazioni di categoria monitoreranno con attenzione l’operato del Governo.

Anche per Alvise Dorigo, presidente della Fita CNA, «non c’è alcun presupposto per fare ora lo sciopero» e ha invitato i colleghi, numerosissimi in sala, a «non farsi prendere emotivamente da quanto sta succedendo in Sicilia». Dorigo non ha minimizzato i problemi del settore, gravato dagli aumenti di gasolio, pedaggi autostradali, assicurazioni, e dalla fatica di ribaltare questi costi sulla committenza con la conseguente pesante riduzione dei margini di guadagno. Ed è proprio qui il punto secondo Dorigo, che ha invitato i colleghi a «far pagare al mercato gli aumenti dei costi», cioè alla committenza, e a non farsi concorrenza al ribasso.

Dal dibattito, a tratti caldissimo, è emersa l’effettiva difficoltà di molti autotrasportatori a negoziare le tariffe che spesso vengono imposte dai committenti. Alcuni che hanno tentato di imporre i costi minimi previsti dalla legge hanno perso il lavoro. Ad oggi infatti non sono previste sanzioni per i committenti che non rispettano le tabelle. Tuttavia, se gli autotrasportatori riuscissero a “fare cartello”, a non farsi concorrenza sul costo sotto certi limiti, i committenti sarebbero costretti a venire a patti. Sotto certi costi, del resto, non si può e non di vede lavorare!

Uno dei nodi da sciogliere è proprio questo: acquisire la capacità di dettare le tariffe, e non di farsele dettare, attraverso nuove regole (la sanzionabilità, appunto, dei committenti) ma anche una presa di coscienza collettiva dei lavoratori dell’autotrasporto e la determinazione a non farsi più guerra a vicenda.

  • Facebook
  • FriendFeed
  • Google Buzz
  • StumbleUpon
  • Twitter
  • Delicious
  • Yahoo! Bookmarks
  • Add to favorites

Articolo precedente:

Articolo successivo: