Appalti pubblici, obbligo di suddivisione in lotti e tutela dei mercati locali CNA Treviso interviene ancora sul tema, caldo, della riforma degli appalti

CNA torna sul tema degli appalti pubblici e della normativa da riformare per non penalizzare le piccole imprese.

«La nuova disciplina degli appalti pubblici dovrà prevedere un effettivo coinvolgimento delle micro e piccole imprese che oggi sono ai margini di un mercato rilevante – spiega Mattia Panazzolo, direttore di CNA territoriale di Treviso -. A oltre il 96% delle imprese, anche nel nostro territorio, infatti è riservato soltanto il 17% del mercato degli appalti pubblici mentre l’83% viene affidato a meno del 4% delle imprese».

La battaglia di CNA per la riforma del Codice

CNA sta facendo valere le ragioni della piccola impresa davanti alla Commissione Lavori Pubblici del Senato, condividendo l’orientamento del Governo a promuovere un nuovo impianto regolatorio degli appalti pubblici coerente con le direttive comunitarie.

«Tuttavia nel testo della legge delega al momento non c’è alcun riferimento al principio comunitario di favorire l’accesso alle PMI, che è fondamentale per sostenere la grande maggioranza del nostro tessuto imprenditoriale» continua Panazzolo.

Le lacune della legge delega

Altra lacuna della legge delega, per la CNA, riguarda la suddivisione in lotti che rappresenta un principio delle direttive europee.

«La legge delega deve individuare soluzioni normative per rendere obbligatoria la suddivisione in lotti. La nuova disciplina inoltre dovrebbe favorire e promuovere le aggregazioni tra gli operatori economici e favorire la partecipazione delle piccole imprese locali per tutelare le attività economiche diffuse sul territorio. Fondamentale poi la semplificazione delle procedure per favorire la partecipazione delle imprese e ridurre gli oneri a carico degli operatori» aggiunge Panazzolo.

Qualificazione delle stazioni appaltanti e semplificazione per gli appalti sottosoglia

Per la CNA inoltre è essenziale:

  1. la qualificazione delle stazioni appaltanti

  2. la semplificazione della disciplina per gli appalti sottosoglia per non penalizzare micro e piccole imprese. 

Tali problematiche sono state condivise da CNA nel mese di settembre anche con tutti i candidati sindaci della provincia di Treviso in occasione degli incontri di presentazione del documento “Per un Comune amico dell’impresa”, dove si è rilevato che l’assetto attuale dei lavori pubblici nei nostri Comuni troppo spesso non garantisce l’efficienza né tanto meno un positivo legame con le imprese del territorio.

Valorizzare le direttive comunitarie

«Bisogna valorizzare i principi delle direttive comunitarie di semplificazione, trasparenza, riduzione oneri a carico delle imprese, accesso per micro e piccole imprese attraverso un confronto effettivo con tutti gli operatori – conclude il direttore della CNA -. Sarebbe utile la costituzione di una cabina di regia già prevista nell’attuale codice coinvolgendo le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative».


 

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