Il trevigiano Alessandro Conte confermato alla guida di CNA Veneto

Alessandro Conte, 62 anni, già presidente di CNA Treviso, imprenditore del settore impianti, è stato riconfermato sabato 15 luglio alla guida di CNA Veneto per i prossimi quattro anni.

A eleggerlo è stato il consiglio regionale dell’Associazione, riunitosi alla presenza di Paola Sansoni, vicepresidente di CNA Nazionale. L’elezione di Conte conclude il lungo percorso di rinnovamento degli organismi rappresentativi di CNA in tutto il Veneto.

Il presidente nazionale di CNA, Daniele Vaccarino, in collegamento da Reggio Calabria, ha sottolineato il ruolo di CNA nel sostegno alle imprese e l’importanza del coinvolgimento degli imprenditori nella guida dell’Associazione.

Nel suo intervento di apertura della riunione, Conte è partito dalla crisi, affermando che con una relativa sicurezza si può considerare ormai alle spalle l’occhio del ciclone e che il sistema produttivo ha imboccato la via della ripresa.

«I dati dicono che Veneto, con Lombardia ed Emilia-Romagna, sta nuovamente trainando l’intero Paese: +1,2 il PIL veneto contro 0,9 nazionale, +1,8 l’occupazione veneta contro 1,2 nazionale; gli investimenti crollati del 24% durante la crisi,  anche grazie ai provvedimenti del Governo sugli ammortamenti, hanno ripreso a crescere e lo stesso vale per le esportazioni cresciute nel 2016 di oltre il 5%. Sono dati confortanti soprattutto se pensiamo alle migliaia di imprese, 18.000 tra il  2007 e il 2016 in Veneto, che sono state costrette a chiudere negli anni scorsi e alle migliaia di lavoratori che sono rimasti senza lavoro» è stato un passaggio dell’intervento di Alessandro Conte.

Che ha comunque voluto sottolineare come si tratti di una crescita a un ritmo troppo lento, in modo discontinuo, con forti disomogeneità territoriali, con vistose diseguaglianze sociali, non ancora in grado di ridurre la distanza con gli altri paesi europei.

Guardando al Veneto, e al prossimo referendum sull’autonomia, Conte ha affermato che è una regione per dna, storia, cultura e struttura produttiva aperta, disponibile alle relazioni, non votata a chiusura e isolamento.

«Il quesito referendario – ha detto – pone una domanda retorica, la cui risposta positiva è davvero del tutto scontata. Far esprimere ai veneti una opinione su un tema così generico è davvero deludente. Per questo io penso che il Presidente della Regione, da qui al voto, dovrebbe riempire di contenuti il concetto di autonomia. Quali politiche intende fare? Quali materie vuole portare alla potestà della Regione? Quale ordine di priorità si vuole realizzare? Quali risorse si chiederanno allo Stato centrale? Dire che si vuole il trasferimento di tutte le competenze e di tutto il cosiddetto residuo fiscale non è realistico, non è credibile e si rischia di essere demagogici».

Tra i mali del Veneto, Conte ha messo al primo posto la “verginità perduta” con la venuta meno, dopo gli ultimi scandali, dell’immagine di un Veneto efficiente, onesto: un duro colpo (ma anche salutare se serve a prendere coscienza). La regione è stata squassata da corruzione, mala gestione del bene pubblico, familismo, consorterie di interessi privati che hanno fatto molta strada.

«Il Mose, le due Banche popolari, la Fondazione Cassa di Risparmio di Treviso, l’autostrada A4, sono là a dimostrare che c’è una intera classe dirigente che alla prova dei fatti ha lasciato una pesante eredità. Faccio questa constatazione non con spirito di autoflagellazione, ma con quel sano realismo che deve spingere tutti a reagire, a invertire la tendenza» ha detto il Presidente di CNA Veneto.

Istituzioni e forze imprenditoriali e sociali devono subito mettere insieme idee ed energie per un grande progetto di riorganizzazione e di rilancio, per mettere mano  ai  sistemi  produttivi,  alla  ricerca, puntando sulla qualità dei prodotti e dei servizi,  spingendo gli investimenti sulla banda   larga, sul potenziamento delle infrastrutture stradali, portuali e aeroportuali in modo da rendere il Veneto strettamente connesso con il sistema globale.

«L’accesso al credito è sempre la chiave di volta degli investimenti delle piccole imprese e la  chiusura drammatica delle due Banche Popolari causata dalla totale irresponsabilità dei loro amministratori, ha lasciato sul terreno un cumulo di macerie» ha dichiarato Alessandro Conte che ha indicato alcune priorità:

  • mantenere aperto un sistema bancario efficiente,
  • garantire linee di credito adeguate per le imprese di ogni dimensione,
  • farsi carico in qualche forma delle enormi perdite subite da migliaia di piccoli investitori raggirati e turlupinati.

Per ottenere questi risultati CNA Veneto ha chiesto a Banca Intesa di farsi carico delle linee di credito che le due banche fallite avevano assicurato in precedenza, naturalmente dopo le indispensabili verifiche sulla sostenibilità degli affidamenti e ha chiesto al Governo di predisporre misure che consentano ai piccoli risparmiatori di recuperare almeno in parte le somme perdute con l’azzeramento del capitale delle due banche.

Un altro tema caldo: le autonomie locali.

«Va riorganizzato il sistema delle autonomie locali. Nella nostra regione abbiamo in carica 565 Sindaci, 1440 Assessori, più di 6200 Consiglieri Comunali, una dispersione amministrativa non all’altezza delle esigenze di una società moderna» ha ancora detto Conte, che si è appellato al coraggio dimostrato da Zaia nell’accorpamento delle USL che va manifestato anche per l’accorpamento dei Comuni, sul quale va messa in campo non solo una forte moral suasion, ma  anche una iniziativa legislativa che destini risorse economiche straordinarie ad incentivi per fusioni e unioni.

Si può chiedere agli altri però solo se si ha il coraggio di guardare in “casa propria” e di mettere mano a quello che può essere migliorato.

«Anche il sistema CNA non deve essere immune da cambiamenti e non possiamo sottrarci alla necessità di ripensarci, di innovarci, di migliorare la qualità della nostra rappresentanza per migliorare i servizi ed il sostegno alle imprese con un sistema sempre più integrato tra i vari livelli territoriali» ha concluso il Presidente.

Con oltre 14 mila iscritti, 10 mila pensionati, CNA è, anche in Veneto, una delle principali realtà rappresentative dell’artigianato con le fondamenta ben ancorate nei suoi oltre 60 anni di storia, ma proiettata decisamente ad accompagnare le imprese verso la digitalizzazione, l’innovazione, la contaminazione di antichi saperi e nuovi strumenti.

Nei mesi scorsi il rinnovo ha interessato anche i presidenti delle CNA territoriali, con tre new entry:  Massimo Sposato (Belluno), Giancarlo Burigatto (Venezia) e Marco Romitti (Verona) e la riconferma a Padova di Guerrino Gastaldi, a Vicenza di Cinzia Fabris, a Rovigo di David Gazzieri e a Treviso di Alfonso Lorenzetto.

Anche i vertici delle Unioni regionali sono stati rinnovati con l’elezione dei presidenti e dei portavoce di mestiere.


 

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