• Tasse, a Treviso il Tax Free Day nel 2018 si festeggia più tardi: il 27 luglio

    Pressione fiscale, la città di Treviso perde ancora posizione: era al 13º posto nel 2016, è scesa al 18º posto nel 2018 nella graduatoria dei capoluoghi italiani stilata dalla CNA nel suo annuale rapporto “Comune che vai, fisco che trovi 2018”.

    Aumenta ancora dunque a Treviso il peso del fisco sulle Pmi, pur mantenendosi sotto la media nazionale. Nel 2018 il Total tax rate previsto è del 57,1% (nel 2017 era stato del 56,9% e nel 2016 del 56,7%) contro una media nazionale del 61,4% (dal 60,9% del 2016).

    TAX FREE DAY PER TREVISO IL 27 LUGLIO

    Quest’anno, gli imprenditori trevigiani finiranno di pagare le tasse il 26 luglio e venerdì 27 potranno festeggiare il Tax Free Day (che nel 2017 era caduto il 26 luglio e nel 2016 il 25 luglio).
    Il rapporto annuale curato dall’Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle Pmi, giunto alla 5ª edizione, analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 137 città italiane, tra le quali tutti i capoluoghi di provincia.

    L’Osservatorio calcola il Total tax rate (Ttr) e individua il Tax free day (Tfd), il giorno della liberazione dalle tasse, la data cioè fino alla quale l’imprenditore deve lavorare per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi. A differenza di altri organismi, anche di autorevoli istituzioni internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, costituita da un laboratorio artigiano di 350 metri quadri e un negozio di 15 mq, con ricavi per 431mila euro, 50mila euro di reddito e, come personale, un impiegato e quattro operai.

    La città di Treviso è comunque uno dei Comuni italiani in cui le imprese pagano meno tasse collocandosi al 18º posto nella graduatoria dei Comuni presi in esame.

    REGGIO CALABRIA ULTIMO IN GRADUATORIA, GORIZIA AL PRIMO POSTO

    Il Comune peggiore per tassazione rimane ancora Reggio Calabria, con un Ttr del 73,4%, e il migliore è tornata ad essere Gorizia (nel 2017 era stata Trento) con un Ttr del 53,8%.
    Tra i capoluoghi di provincia veneti Treviso si conferma al terzo posto, superato solo da Belluno (Ttr 55% e Tfd 19 luglio) e Vicenza (Ttr 56,5% e Tfd 24 luglio) e seguito da Padova (Ttr 57,8% e Tfd 29 luglio), Rovigo (Ttr 58,1% e Tfd 30 luglio), Verona (Ttr 60,4% e Tfd 7 agosto) e Venezia (Ttr 62,7% e Tfd 16 agosto).

    Quello che balza agli occhi, da questa indagine, è che, nel nostro Paese, le condizioni di chi fa impresa sono fortemente differenziate: basta cambiare Comune e la pressione fiscale sull’impresa è molto differente. Chi fa impresa a Gorizia ha festeggiato il giorno della liberazione fiscale il 14 luglio, chi fa impresa a Reggio Calabria lo potrà festeggiare solo l’8 settembre.

    Anche nella nostra provincia le realtà sono differenziate. Basti pensare, ad esempio, che a Castelfranco Veneto, città della provincia di Treviso a pochi chilometri dal capoluogo, il Total Tax Rate nell’anno in corso è al 55,68%, sceso di oltre un punto percentuale rispetto all’anno scorso. Gli imprenditori castellani finiranno di lavorare per lo Stato il 22 luglio e il 23 luglio potranno festeggiare il Tax Free Day.

    (E se vorranno, lo potranno fare insieme alla CNA castellana che lunedì 23 luglio, dalle 18.30 alle 21, offrirà alle partite Iva e agli imprenditori locali l’aperitivo presso il bistrò San Giustino, vicino al Duomo).

    ROSOLEN (CNA TREVISO): TROPPE DIFFERENZE TRA COMUNI

    Questo fatto, ben riassunto dal titolo dell’indagine “Comune che vai, fisco che trovi”, pone un problema di uguaglianza e pari opportunità per chi fa impresa.
    «La pressione fiscale media sulla piccola impresa tipo italiana, salita nel 2017 dello 0,3% al 61,2%, nel 2018 è destinata a crescere ancora, portandosi al 61,4%: un incremento compiutamente ascrivibile all’aumento programmato della contribuzione previdenziale dell’imprenditore – analizza Giuliano Rosolen, direttore della CNA territoriale di Treviso -. Di conseguenza, il giorno della liberazione fiscale media nazionale si allungherà di altre 24 ore, per arrivare all’11 agosto, contro il 10 agosto del 2017 e il 9 agosto del 2016. Da notare che si va ampliando il divario tra la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese e quella media nazionale. Nel 2017 è andata dal 61,2% sulle piccole imprese al 42,4% sulla totalità dei contribuenti: un’ingiustizia che vale 18,8 punti percentuali. Inoltre, la differenza di tassazione tra Comune e Comune pone un problema di “giustizia fiscale”che, stando ai dati, supera la vecchia frattura Nord-Sud, mostrando territori altamente diversificati tra di loro e al loro interno».

    IL REDDITO NETTO DISPONIBILE

    La tassazione così differenziata ha una ricaduta diretta sul reddito netto disponibile medio mensile dell’imprenditore. Se la media nazionale è di 1.600 euro, a Gorizia la somma schizza a 1.900 euro e a Reggio Calabria crolla a 1.109 euro mensili. Sopra la media nazionale, il reddito medio di un imprenditore con attività a Treviso che si attesta a 1.786 euro.

    LO SCENARIO ALTERNATIVO: LE PROPOSTE DELLA CNA PER PORTARE IL TTR AL 53,5%

    La crescita della pressione fiscale sulle piccole imprese non è, però, ineluttabile. Che cosa accadrebbe alla curva del Ttr, prevista in ascesa anche quest’anno, se fossero attuate alcune proposte di riforma presentate dalla CNA? La curva s’impennerebbe…all’ingiù.

    Proviamo alcune ipotesi.

    A. Aumento della franchigia Irap

    L’aumento della franchigia Irap dagli attuali 13 mila euro a 30 mila euro determinerebbe una riduzione del Ttr di 1,4 punti percentuali, portando il Ttr previsto per quest’anno dal 61,2% del 2017 al 60% contro il 61,4% a bocce ferme.

    B. Adozione del regime Iri al 24%

    Ancora più consistenti risulterebbero gli effetti delle riforme considerando l’adozione del regime Iri al 24%, già prevista proprio per il 2018, che porterebbe il Ttr al 59,2%.

    C.Totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali delle imprese

    Ma a fare l’effettiva differenza sarebbe l’introduzione della totale deducibilità dell’Imu sui beni strumentali delle imprese: capannoni, laboratori, negozi. In questo caso il Ttr crollerebbe al 57,4%, quattro punti percentuali in meno rispetto al Ttr previsto dall’Osservatorio CNA per il 2018.

    Ma per fare bingo una piccola impresa dovrebbe ottenere l’applicazione contemporanea delle tre misure: il Ttr calerebbe al 53,5%. Non una soluzione definitiva, tutt’altro, ma una salutare boccata d’ossigeno per le piccole imprese e un concreto avvio del percorso per riequilibrare un sistema fiscale insopportabile. Nel quale non solo va ridotta la pressione ma garantita maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro; invertita sensibilmente la tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli, asfissianti per strutture leggere come quelle delle piccole imprese; usata in modo intelligente la leva fiscale per aumentare domanda interna e investimenti.

    D. Introdurre la flat tax

    La Flat tax deve essere introdotta in modo progressivo e credibile secondo un piano che, sulla base delle risorse rese disponibili attraverso il recupero dell’evasione e la riduzione della spesa pubblica:
    1) preveda la riduzione delle aliquote IRPEF a partire da quelle più basse del 23% e del 27%;
    2) elimini la discriminazione attuale operata dalle detrazioni da lavoro delle piccole imprese personali.

    E. Estensione del regime forfetario

    Il regime forfettario deve essere esteso a tutte le imprese individuali e professionisti con ricavi inferiori a 100.000 euro è sicuramente la via giusta. Una misura che coniuga una reale semplificazione fiscale insieme ad una forte riduzione della pressione fiscale per centinaia di migliaia di imprese. Il regime forfetario nasce da una proposta della CNA che, purtroppo e con rammarico della CNA, ha visto una applicazione limitata alle sole imprese con ricavi compresi tra i 25 mila e 50 mila euro, per effetto dei vincoli comunitari, dal momento che il regime, tra l’altro, prevede l’esonero dall’applicazione dell’IVA.

    SCARICA QUI TUTTI I MATERIALI DELL’INDAGINE “COMUNE CHE VAI, FISCO CHE TROVI”

    SCARICA LA TABELLA RELATIVA AL COMUNE DI TREVISO

    Articoli usciti sulla stampa locale

    La Tribuna di Treviso – apertura di pagina – 18 luglio 2018

    La Tribuna di Treviso – taglio basso – 18 luglio 2018

    Il Gazzettino di Treviso – 18 luglio 2018

    Corriere del Veneto – 18 luglio 2018

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