Dieci miliardi di euro: con il sisma bonus riparte l’economia di Marca E la CNA lancia un Tavolo di coordinamento tra soggetti istituzionali ed economici

IN CALCE AL TESTO I MATERIALI DEL CONVEGNO

Dieci miliardi di euro: è questo il valore economico in gioco della messa a norma antisismica degli edifici della Marca Trevigiana con i loro 32 milioni di metri quadri da riqualificare.

Cifre che si riferiscono alle 294 mila abitazioni presenti sul territorio provinciale di età superiore ai 30 anni, ovvero costruite prima delle normative antisismiche. Va precisato che dai circa 10 miliardi calcolati dalla CNA è escluso il non residenziale, quindi il valore economico della partita è ancora più alto considerando anche gli immobili adibiti a uso produttivo, commerciale e direzionale.

Il convegno

Sono i dati emersi dal convegno “Difendiamo i nostri immobili, la nostra storia, il nostro futuro”, che si è tenuto giovedì 22 febbraio a Vittorio Veneto nell’aula civica del Museo della Battaglia, per illustrare alle imprese, ai professionisti e ai cittadini la grande opportunità offerta dal potenziamento del sisma bonus avvenuto con la legge di stabilità 2018. Una misura diventata quasi strutturale avendo durata fino al 31 dicembre 2021.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato circa 200 persone, è stata organizzata da CNA territoriale di Treviso e CNA Vittorio Veneto con la Canova Cooperativa Artigiana di Garanzia della Marca Trevigiana, il confidi della CNA, e patrocinata dalla Camera di Commercio Treviso-Belluno, da Edilcassa Veneto, dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Treviso, dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Treviso, dal Collegio dei Geometri e Geometri laureati della provincia di Treviso, dalla Città di Vittorio Veneto e dall’Unione Montana delle Prealpi Trevigiane.

La sicurezza delle persone

Ma la partita non è solo economica. È una partita per la sicurezza delle persone e per la valorizzazione del patrimonio edilizio del territorio. Considerazioni emerse con chiarezza ieri sera.

«Negli ultimi 70 anni in Italia, a causa di fenomeni sismici e idrogeologici, ci sono state 10 mila vittime e sono costate alla comunità 290 miliardi di euro, una media di 4 miliardi all’anno – ha spiegato Giuliano Rosolen, direttore della CNA territoriale di Treviso -. Intervenire oggi sugli edifici significa ridurre i danni di possibili eventi sismici futuri, incrementare la competitività del territorio e la sicurezza delle persone».

I recenti terremoti del Centro Italia, dell’Emilia-Romagna e dell’Abruzzo hanno messo in ginocchio intere comunità, in crisi le economie, e hanno inferto una ferita spesso insanabile al patrimonio artistico e culturale.

L’Italia è infatti un Paese ad alto rischio sismico perché collocata sulla linea di faglia tra le placche nord-africana ed euro-asiatica. Anche nella Marca Trevigiana il rischio sismico è alto: la metà dei comuni infatti, tra cui Vittorio Veneto, è considerata a rischio sismico 2, zona dove possono verificarsi forti terremoti.

Una «rivoluzione culturale»

Prendere consapevolezza del problema è parte di quella «rivoluzione culturale» di cui ha parlato ieri sera l’ing. Francesco Marinelli, consulente per l’edilizia sostenibile di CNA Veneto, presentando una serie di interventi che, per non invasività, sono fattibili nella maggior parte degli immobili e a costi contenuti. Ha senso del resto riqualificare dal punto di vista energetico gli immobili tramite gli eco-bonus se non sono antisismici e quindi a rischio crollo o danneggiamento grave in caso di terremoto? È stata una delle domande poste dal relatore.

Ma se non si hanno risorse per l’investimento iniziale per quanto possa essere contenuto? Oggi molti istituti di credito finanziano gli interventi. Durante il convegno, è stata presentata dal dott. Massimo Teruzzi, direttore area retail di Intesa Sanpaolo direzione regionale Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige, e da Rudy Bortoluzzi, direttore del Consorzio Fidi Canova, la convenzione tra i due enti  per accompagnare le imprese alla messa in sicurezza degli immobili strumentali.

Il Tavolo di coordinamento

Per raccogliere l’opportunità offerta dal sisma bonus, che restituisce al contribuente fino all’80 per cento della spesa per ridurre la classe sismica del proprio immobile, serve unità di intenti tra gli attori economici ed istituzionali del territorio. Per questo, il presidente di CNA territoriale di Treviso ha lanciato un Tavolo di coordinamento tra i soggetti in gioco: le imprese dell’edilizia, 12 mila circa nel nostro territorio con 25 mila maestranze; gli oltre 6 mila professionisti tra ingegneri, architetti, geometri; le associazioni di categoria, l’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana, i Comuni, le banche.

«Il sisma bonus rappresenta l’opportunità per un new deal dell’economia trevigiana – ha affermato il presidente Alfonso Lorenzetto -. Cogliere questa opportunità significa far fare un salto di qualità al nostro territorio in termini di competitività, di valore, di vivibilità. Il nostro appello è che tutti i soggetti che, a diverso titolo, si occupano di edilizia continuino a promuovere iniziative comuni come questa per sensibilizzare la popolazione e le imprese a investire nella sicurezza».

Anche i Comuni impegnati a sensibilizzare

Di grande spessore gli interventi di tutti i relatori, tra cui quelli di Sandro Stefano, ingegnere, componente della commissione strutture dell’Ordine degli Ingegneri di Treviso, Marco Boscolo Bielo, architetto, membro del comitato di redazione di Quaderni di Legislazione Tecnica, e Filippo Baratto, geologo, consulente per il piano di microzonazione sismica del Comune di Vittorio Veneto, moderati da Gianluigi Brun, presidente del collegio sindacale della Canova e direttore del centro servizi fiscale della CNA di Vittorio Veneto.

Presente anche Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, che ha sottolineato l’importanza del ruolo dei Comuni nella sensibilizzazione della cittadinanza e dell’Associazione che preside nell’avviare percorsi di formazione per il personale degli enti locali.

Il sisma bonus

Lo Stato copre fino all’85 per cento delle spese di adeguamento antisismico degli immobili

Il nuovo sisma bonus, in vigore dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2021, prevede inoltre che la percentuale di detrazione sia aumentata del 5% se si interviene contestualmente anche per l’efficientamento energetico. La spesa massima agevolabile non deve superare i 96.000 euro, comprese le spese effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.  La spesa per la diagnosi sismica degli edifici è detraibile al 100% se si realizza l’intervento.

Qualche Dato

Immobili in provincia di Treviso

225.552 edifici, di cui:

  • 197.782 residenziali per 398 mila abitazioni
  • 19.694 non residenziali
  • 8.076 non utilizzati

Età delle abitazioni

Le 398 mila abitazioni sono state costruite:

  • il 43% prima del 1970
  • il 31% prima del 1990
  • il 26% in epoca recente

Valori economici in gioco

294 mila abitazioni con più di 30 anni:

  • superficie da riqualificare: 32 milioni di mq
  • 300 €/mq
  • circa 10 miliardi di euro


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