“Fase due”: le indicazioni per gli over 65 La parola d'ordine rimane: precauzione

Novità in arrivo anche per nonni e pensionati con il nuovo decreto del 26 aprile.

Le misure, in vigore a partire da lunedì 4 maggio, prevedono tra le altre cose, la possibilità di spostarsi all’interno della regione per le visite a genitori e nonni, ovviamente con tutte le precauzioni prescritte: uso di mascherina e guanti o soluzioni disinfettanti e divieto di assembramenti.

Saranno inoltre riaperti i giardini pubblici e riattivate le celebrazioni funebri, sempre mantenendo la distanza di sicurezza di 1 metro.

La cosiddetta “fase due” è inquadrata nel periodo che va dal 4 al 18 maggio. Sarà una fase di convivenza con il virus, durante la quale sarà importante continuare a mantenere le distanze di sicurezza, così come l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

La parola d’ordine rimane precauzione: per tutti ma in particolare per gli over 65 e le persone maggiormente esposte al rischio contagio. In questo senso, il decreto afferma che: “è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità”.

Possibilità visite ai parenti

Tra le novità più importanti per anziani e nonni introdotte dal decreto, la possibilità di spostamenti all’interno di una stessa Regione, sempre con autocertificazione, anche per ragioni di visita ai propri congiunti (oltre ai motivi di lavoro, salute o necessità).

Altre misure di interesse

Il dpcm prevede la riapertura dal 4 maggio di ville e giardini pubblici, ma dovranno essere mantenute le distanze di sicurezza (i singoli comuni potranno eventualmente chiudere le zone in cui non sarà possibile mantenere la vigilanza per il mantenimento del distanziamento sociale).

Nella fase due torneranno ad essere consentite le cerimonie funebri, ma alla funzione sarà permessa la presenza al massimo di 15 congiunti. Ancora allo studio, invece, un protocollo che consenta quanto la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza che quindi, al momento, rimangono ancora vietate.


 

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