Fisco, migliaia di imprese con valore ISA inferiore a 6 anche in provincia di Treviso La CNA chiede di sospendere l’uso degli ISA come strumento di selezione per l’accertamento

Con la prima applicazione degli Indici sintetici di affidabilità (ISA) migliaia di imprese anche in provincia di Treviso, che erano congrue rispetto agli Studi di settore, potrebbero ottenere una valutazione negativa con un valore ISA inferiore a sei.

«Un ribaltamento inaspettato e preoccupante – afferma Roberto Ghegin, direttore di CNA Castelfranco Veneto e responsabile Fiscale di CNA territoriale – Abbiamo motivo di ritenere che moltissimi giudizi non siano coerenti con i reali livelli di affidabilità dei bilanci delle imprese. Gli ISA devono essere quindi oggetto di una corretta messa a punto prima di poter essere utilizzati quale strumento di selezione delle posizioni da sottoporre ad accertamento per coloro che hanno un punteggio inferiore a sei. Le imprese, e le piccole in particolare e molti professionisti, sono in evidente e perdurante difficoltà. Chiediamo pertanto la sospensione dell’uso degli ISA come strumento di selezione per l’accertamento fintato che lo strumento non sarà messo a punto».

A parità di dati inseriti,  ISA e Studi di settore possono dunque dare risultati molto diversi. Un  contribuente che risultava congruo e coerente rispetto agli Studi, infatti, può ottenere un voto insufficiente con l’applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Altri, invece, non congrui rispetto agli Studi, sono ampiamente promossi.

È proprio un sistema  del tutto diverso rispetto al passato, che sta generando non poche preoccupazioni e grattacapo.

«Oltre che nella logica di utilizzo del risultato ottenuto dall’elaborazione della posizione individuale (accertamento o premialità), studi di settore e ISA si differenziano anche per il sistema applicativo che li caratterizza – spiega Ghegin -. Gli Studi, infatti, stimavano la congruità dei ricavi e dei compensi del contribuente in relazione all’analisi del sistema complessivo di gestione dell’attività economica esercitata, comparata con soggetti strutturalmente analoghi.  Gli ISA, invece, stimano l’affidabilità fiscale dei comportamenti imprenditoriali o professionali dei singoli contribuenti in relazione a una serie di indici (di affidabilità e anomalia) che insieme contribuiscono all’attribuzione del voto finale. Potremmo dire che nel nuovo sistema ISA, al punteggio di affidabilità contribuiscono più elementi analoghi agli indici di coerenza e di normalità economica che prima negli studi di settore spesso non incidevano nemmeno sulla stima di congruità di ricavi e compensi. I due sistemi, quindi, non sono paragonabili».

I risultati delle elaborazioni  finora eseguite fanno sì che contribuenti che erano congrui al dato puntuale di Gerico negli Studi di settore,  si vedono ora attribuire dagli ISA un punteggio insufficiente, con una richiesta più o meno consistente di integrazione in termini di ricavi e/o compensi per uscire dal rischio controlli (cioè per ottenere un punteggio pari a 6,01) o entrare nel regime premiale (ottenendo almeno 8).

«Resta il disorientamento e la preoccupazione – conclude Ghegin – Perché, a prescindere dalle spiegazioni tecniche, i risultati andranno poi spiegati agli stessi clienti che l’anno scorso, più o meno a parità di dati, si sono sentiti dire: “Tutto bene”; e invece quest’anno vanno male e rischiano accertamenti fiscali».


 

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