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MANOVRA DI GOVERNO: LE PICCOLE IMPRESE RESTANO AI MARGINI DEGLI INVESTIMENTI Enrico Foffani, direttore CNA Territoriale Treviso: “Mancano misure concrete per la riduzione del costo dell’energia, per sostenere il ricambio generazionale e favorire l’accesso al credito alle piccole attività. Sollecitiamo ulteriori e specifici provvedimenti in questi ambiti, senza i quali sarà un 2026 in salita per le PMI artigiane”
La manovra finanziaria 2025 approvata dal Governo mostra alcuni correttivi positivi, ma continua a lasciare irrisolti nodi cruciali per le micro e piccole imprese, spina dorsale dell’economia trevigiana e veneta. È questo il giudizio di CNA Treviso, in linea con le valutazioni espresse dalla Confederazione nazionale. La manovra conferma l’attenzione alla tenuta dei conti pubblici, ma appare debole nella capacità di orientare le risorse verso crescita e sviluppo.
Pesa in particolare la totale assenza di interventi sui costi energetici, sempre più difficili da sostenere per le piccole e medie imprese, visti gli aumenti avvenuti nel 2025 (energia elettrica: +24%, gas: +27%, rispetto al 2024). In questa partita pesa anche l’aumento delle accise sul gasolio (+4 centesimi a litro) che colpisce direttamente anche i mezzi utilizzati dalle imprese artigiane. Criticità emergono con forza sul fronte degli investimenti. Il ritorno al super e iper-ammortamento, al posto del credito d’imposta, restringe sensibilmente la platea dei beneficiari e rischia di escludere circa il 40% delle imprese potenzialmente interessate. Ancora più penalizzante la conferma della soglia minima di 200 mila euro per accedere alle risorse della ZES Unica, che di fatto taglia fuori la quasi totalità delle micro e piccole imprese. Perplessità sull’imposta al 5% per i rinnovi contrattuali 2025-2026, giudicata poco equa e di impatto limitato. Forte la preoccupazione per le limitazioni alle compensazioni fiscali, che rischiano di penalizzare le imprese con crediti maturati da investimenti o lavori edilizi.
Positivi invece alcuni provvedimenti: l’estensione della detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali, la scelta di destinare risorse alla fase di uscita della precedente Transizione 5.0, il rifinanziamento della Nuova Sabatini, il rinvio di sugar e plastic tax, le detrazioni al 50% per la riqualificazione edilizia degli immobili.
“Ci sono alcuni limitati segnali incoraggianti, ma gravi lacune nelle partite più importanti – commenta Enrico Foffani, direttore di CNA Territoriale Treviso –. La manovra continua a non parlare davvero il linguaggio delle micro e piccole imprese. Senza misure più accessibili sugli investimenti, senza interventi sul tema dell’energia e senza un rafforzamento dell’accesso al credito, il rischio è quello di frenare proprio chi tiene in piedi il sistema produttivo dei nostri territori. Il governo attivi strumenti concreti per sostenere investimenti diffusi, facilitare il credito e affrontare due sfide decisive per il futuro delle imprese: il costo dell’energia e il ricambio generazionale”.







