Azienda fallisce nel 1999. Dopo 14 anni arriva la comunicazione della PEC

Quando ha visto la lettera del curatore fallimentare, è trasecolato. Sono passati (invano) 14 anni. Il fallimento dell’azienda risaliva al 1999. La lettera del curatore fallimentare che comunica la PEC del fallimento e che richiede (a stretto giro di posta!) l’indirizzo di posta certificata ai creditori è datata 31 maggio 2013. 14 anni e ancora la procedura fallimentare non si è conclusa. 14 anni per non vedere nemmeno parte del credito avanzato dal cliente fallito, circa 10 milioni di vecchie lire.

Marino Marini, direttore della CNA di Asolo, mostra incredulo la lettera firmata dal curatore del fallimento di una ditta metalmeccanica dell’Asolano avvenuto nel 1999. La ditta era cliente della CNA e, fallendo, ha lasciato con l’associazione di categoria un debito di circa 10 milioni di vecchie lire per i servizi erogati.

Sono passati 14 anni e la procedura fallimentare non si è ancora conclusa, i creditori non hanno avuto quello che spettava loro. Questo episodio, capitato alla CNA di Asolo, la dice lunga sull’affidabilità del sistema della giustizia civile in Italia. Uno dei macigni sulla competitività del Paese. Uno dei motivi per cui non attiriamo investitori dall’estero, terrorizzati da finire nei gironi infernali dei nostri procedimenti giudiziari.

«Una giustizia civile lenta e inefficace mina alla radice il sistema economico, comporta una perdita pazzesca di competitività per le aziende e per il sistema Paese, è un freno alla crescita – commenta Marino Marini –. Una giustizia civile lenta e inefficace incoraggia i furbi e i malintenzionati e scoraggia gli onesti a fare impresa onestamente, perché si sentono, e di fatto lo sono, sempre più vulnerabili».

La durata media dei procedimenti civili legati a inadempimento contrattuale in Italia è di 1200 giorni, contro i 400 giorni della Francia e della Germania, o i 500 della Spagna e dell’Olanda, ma anche i 600 dell’Irlanda o gli 800 della Grecia per citare i peggiori (Fonte: Ministero della Giustizia).

Per la CNA la riforma della giustizia civile è una delle priorità per la crescita economica.

«Vorremmo che il dibattito sulla giustizia in Italia non ruotasse intorno alle grane giudiziarie dell’ex premier – conclude Marini – ma che le forze politiche si confrontassero su una riforma seria della giustizia civile partendo dai problemi concreti dei cittadini». 


 

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