Castelfranco, Ghegin: "Fare RETE Imprese Italia". Domani il congresso

ghegin«Unire le forze tra associazioni di categoria nell’interesse della collettività. Creare una tavolo comune di iniziative volte a salvaguardare e rafforzare le piccole e medie imprese».

È la proposta che il direttore dell’Arca CNA di Castelfranco Roberto Ghegin lancerà domani, giovedì 13 giugno, nel corso dell’assemblea congressuale dei soci CNA del mandamento castellano, convocata all’hotel Fior alle ore 20.45.

«Diamoci da fare di più – afferma il direttore Roberto Ghegindiamoci tutti una mossa, impegniamoci tra associazioni, Confartigianato, Artigianato Trevigiano, Ascom e Confesercenti, a realizzare anche nella nostra realtà mandamentale Rete Impresa Italia. Quella unione tra le associazioni di imprenditori che sta avendo un grande successo nei tavoli governativi e ministeriali di Roma. Specialmente adesso, in tempo di crisi, bisogna fare squadra, superare le divisioni, le gelosie associative, le ambizioni personali e lavorare seriamente per il bene degli artigiani e delle piccole imprese».

Con il congresso di domani sera, a cui faranno seguito quelli della CNA provinciale, regionale e nazionale nelle prossime settimane e mesi, l’Arca CNA rinnoverà i suoi organismi dirigenti. Il nuovo consiglio direttivo sarà ancora più inclusivo e rappresentativo, passando da 11 a 15 componenti, per poter dare voce a tutte le unioni di mestiere coinvolgendo tutti i settori e comparti produttivi presenti sul territorio. Passaggio storico sarà la modifica del nome, da Arca CNA a CNA Castelfranco Veneto.

«Stiamo vivendo la più grande metamorfosi del sistema economico, politico ed istituzionale degli ultimi 60 anni – aggiunge Flavio Ballan, presidente di Arca CNA – la profonda crisi del sistema politico si è espressa chiaramente nel terremoto elettorale delle ultime elezioni politiche e delle recenti amministrative. Un terremoto che ha lesionato pesantemente le forze politiche tradizionali che hanno perso milioni di voti. Novità assoluta, vi è stato un astensionismo che ha raggiunto livelli mai visti. Denota una profonda sfiducia dei cittadini nella classe politica  tradizionale. Partendo da questa situazione generale, è nato comunque il Governo Letta, un Governo che ci auguriamo riesca a dare alcune risposte urgenti al Paese. Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese, riduzione della pressione fiscale e del costo del lavoro, drastica riduzione del potere della burocrazia, eliminazione degli adempimenti inutili, accesso al credito attraverso controgaranzie pubbliche ai consorzi Fidi, eliminazione dell’Imu sugli immobili strumentali delle piccole e medie imprese artigianali e commerciali, revisione della Tares e dell’Irap, eliminazione del Sistri, semplificazione degli adempimenti fiscali ed amministrativi a carico delle imprese artigianali e della piccola e media industria. Come CNA continueremo ad essere di stimolo, con responsabilità, ma anche con intransigenza, al Governo con proposte concrete perché vogliamo difendere quel che è rimasto del nostro tessuto produttivo e vogliamo che ci siano le condizioni perché nascano nuove imprese con un patrimonio finanziariamente adeguato e tecnologicamente innovative e competitive». 


 

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