CONGRESSI – Andrea Ragessi, 27 anni, è il nuovo presidente di CNA Oderzo «Campagna vaccinale e green-pass per uscire dall’emergenza pandemica»

Mercoledì 28 aprile, si è tenuto il congresso di CNA Oderzo che ha rinnovato i vertici dell’associazione artigiana del mandamento che serve il territorio dell’Opitergino-Mottense.

 

 

 

Il nuovo presidente è Andrea Ragessi, 27 anni, co-titolare della VRG Impianti di Motta di Livenza, che produce impianti elettrici industriali e automazione e dà lavoro a una ottantina di addetti. Nonostante il Covid, l’azienda ha preso importanti commesse all’estero, in paesi come la Francia e il Portogallo, pagando il prezzo delle restrizioni dei movimenti e delle misure anti-pandemiche.

«L’obiettivo ora è uscire al più presto da questa crisi pandemica, per ritornare a correre – afferma il neo presidente Andrea Ragessi : bisogna accelerare sulla campagna vaccinale in tutta Europa e adottare al più presto il green-pass per permettere ai nostri lavoratori e cittadini di muoversi all’estero in tutta sicurezza».

IL DIRETTIVO DI CNA ODERZO

Il direttivo di CNA Oderzo, di 7 membri, è composto da: Paola Sala (metalmeccanica), Moreno Rizzato (edilizia), Gianni Lisotto (edilizia), Luca Frare (termoidraulica), Andrea Cecchetto (commercio), Antonio Bianco (pensionati) e, naturalmente, il presidente Andrea Ragessi.

«Il nostro contributo, come CNA, alla ripresa dell’economia sarà lavorare sul fronte degli aiuti alle imprese e del credito – spiega Gianfranco Vianello, segretario e direttore di CNA Oderzo -. Siamo positivi perché i parametri ci dicono che le aziende stanno andando bene e che lavoreranno. L’incognita rimane l’emergenza sanitaria, da cui dobbiamo uscire al più presto mentre i settori più in difficoltà, perché maggiormente colpiti dalle misure anti-pandemiche, come il turismo, una parte del commercio, le palestre, il mondo spettacolo devono essere aiutate con sostegni pubblici».

FOTOGRAFIA DELL’ECONOMIA DEL TERRITORIO 

L’evento congressuale è stato l’occasione per fare il punto sull’economia di un’area, quella dell’Opitegino-Mottense, che conta 14 Comuni e 84.676 abitanti, il 10% della popolazione provinciale di 883.522 abitanti (dati Istat 2019).

Le imprese qui attive sono 8.124, su 78.814 a livello provinciale, e danno lavoro a 34.140 addetti (dati al 31.12.2020, fonte centro studi CCIAA Treviso-Belluno).

Rispetto al 2019 il saldo è negativo per 46 unità e rispetto al 2010 le imprese in meno sono 549. Un’emorragia significativa di capacità produttiva in linea con la progressiva deindustrializzazione del nostro Paese. Tuttavia è un territorio, quello dell’Opitergino-Mottense, che conta ancora 10 imprese ogni 100 abitanti. Negli anni è l’economia si è spostata verso una sempre più marcata terziarizzazione.

  • Il manifatturiero conta attualmente 953 imprese e dà lavoro alla metà degli addetti totali: 17.262; rispetto al 2019 ha perso 13 imprese e ne ha perse 192 rispetto al 2010, di cui 128 nel legno-arredo.
  • L’agricoltura conta 2.553 aziende, che danno lavoro a 2.915 persone; non è stata persa nessun impresa rispetto al 2019, ma in un decennio sono state bruciate 141 imprese agricole.
  • Il commercio conta 1.524 imprese in cui lavorano 4.415 persone: ne ha perse 38 dal 2019 e 216 dal 2010.
  • I servizi alle imprese contano 1.304 imprese che danno lavoro a 5.838 addetti: ne hanno guadagnate 3 dal 2019 e 98 dal 2010. Nel decennio i servizi alle imprese presentano al loro interno un saldo negativo nel trasporto (-72) e saldi positivi in tutte le altre voci: attività immobiliari (+37), servizi di informazione e comunicazione (+23), servizi finanziari-assicurativi (+5), attività professionali, scientifiche e tecniche (+47), servizi di supporto alle imprese (+58).
  • Le costruzioni contano 903 imprese, in cui lavorano 2.301 persone: il settore ha perso 10 imprese dal 2019 e 203 dal 2010.
  • I servizi alle persone contano 445  imprese, in cui lavorano 2.068 addetti: il settore ha guadagnato 10 dal 2019 e 85 dal 2010.

Nell’Opitegino-Mottense le imprese artigiane sono 2.002 (il 25% del totale) e danno lavoro a 5.856 persone (il 17% degli occupati del settore). Il comparto più importante sono le costruzioni (680), seguono quindi: la manifattura (516), i servizi alle imprese (258), il commercio (105), l’agricoltura (85), la ristorazione e alloggio (59), servizi alle persona (293), altre (6).


 

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