DL Rilancio, già erogati contributi a fondo perduto alle imprese trevigiane per 48 milioni di euro Panazzolo: «La condizionalità ha tagliato fuori la metà delle ditte colpite dal Covid-19»

In pochi giorni l’Agenzia delle Entrate ha erogato contributi a fondo perduto per le imprese trevigiane pari a 48 milioni di euro a fronte di 17.399 domande presentate.

Una cifra significativa, elargita dal Decreto Rilancio per sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza Covid-19, a due condizioni:

  • che il fatturato dell’ultimo periodo di imposta (2019) fosse inferiore ai 5 milioni di euro
  • e che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia stato inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

RISORSE ARRIVATE VELOCEMENTE ALLE IMPRESE

«Stavolta finalmente alle imprese le risorse sono arrivate in fretta e questo è un dato positivo che mette in luce un fatto: se si vuole essere efficaci e aiutare veramente chi ha bisogno, a fronte di eventi straordinari, come lo è stata la pandemia Covid-19, bisogna rispondere con strumenti straordinari, non con quelli ordinari» commenta Mattia Panazzolo, direttore di CNA territoriale di Treviso, che sta ricevendo riscontri positivi da parte di molte ditte associate.

La CNA promuove dunque la metodologia scelta per erogare le risorse e, al contempo, rileva una criticità che per questa tranche di contributi ha penalizzato alcune categorie di ditte manifatturiere. La criticità sta nel fatto che il parametro individuato per rilevare il crollo del fatturato è stato il mese di aprile 2020. Complessivamente, a causa di questa condizionalità, solo circa il 50% delle imprese ha ricevuto il contributo, che non rispecchia la totalità delle imprese danneggiate dal Covid-19.

MA SOLO IL 50% DELLE IMPRESE HA BENEFICIATO DEL CONTRIBUTO

«La misura sembra sia stata pensata solo per chi vende al dettaglio – spiega Panazzolo -. Le ditte manifatture che producono beni durevoli, ad aprile 2020 possono aver fatturato i lavori di gennaio o febbraio o anche dei mesi precedenti, perché le fatturazioni di questo genere di prodotti sono a 60, 90 giorni. Per evitare di penalizzare una fascia di imprese era necessario che il paramento relativo al crollo del fatturato non si fosse limitato a un mese ma ad un arco temporale più ampio. Bisogna che le prossime misure di questo tipo prevedano un parametro di calcolo del crollo del fatturato almeno su base trimestrale».

 


 

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