Il dramma di un artigiano di Montebelluna: segnalato presso la Centrale Rischi per un errore della sua banca.

Si è trovato con una segnalazione presso la Centrale Rischi, per un errore della sua banca. Un errore scoperto per caso, che poteva costare molto caro all’attività di un imprenditore trevigiano del settore moda perché la traccia del rosso in conto corrente mette in allarme tutto il sistema creditizio, lo rende più sospettoso e meno disponibile a erogare fidi. E la liquidità, oggi, è una dei fattori su cui si gioca la sopravvivenza delle aziende.

Socio CNA, l’artigiano ha tre laboratori nel Montebellunese, che producono abbigliamento dando lavoro a quasi 60 persone. La sua è un’azienda strutturata, che “tira” nonostante la crisi, mantiene l’occupazione e non ha problemi economico-finanziari. È un socio considerato affidabile dal Confidi CNA “Canova”, garante da anni nei confronti del sistema creditizio dei suoi affidamenti.

«Davvero un brutto scherzo mi ha giocato la mia banca, un grande istituto di credito – denuncia l’imprenditore –. Ho scoperto di essere stato segnalato in Centrale Rischi, casualmente, recandomi presso un altro istituito bancario di cui sono cliente, che ha cominciato a sollevarmi obiezioni. Se non avessi avuto due banche non l’avrei mani scoperto. Sono riuscito a farmi fare una lettera dalla mia banca, ma la segnalazione in Centrale Rischi, comunque, rimarrà attiva per due mesi e poi ne rimarrà comunque memoria. Un brutto colpo per uno come me, che non ha mai avuto problemi di insolvenza.»

A far scattare la segnalazione presso la Centrale Rischi, a danno dell’artigiano, è stato un banale errore di scaricamento del conto anticipi fatture, effettuato dalla banca prima della scadenza dei termini di pagamento delle fatture, che ha mandato in rosso il conto corrente aziendale. La segnalazione presso la Centrali Rischi è automatica perché il sistema effettua un monitoraggio mensile.

Capito l’inghippo, l’imprenditore ha alzato la voce e ottenuto che la banca ponesse rimedio alla negligenza inviando una lettera a tutti gli istituti di credito per spiegare che di errore loro si trattava e non di effettivi problemi di solvibilità da parte del loro cliente. Ma in tanto la segnalazione in Centrale Rischi rimane attiva.

È noto che una segnalazione erronea presso la Centrale Rischi può pregiudicare seriamente la reputazione economica di un imprenditore, la sua reputazione commerciale e il suo diritto all’immagine. Essa può infatti comportare l’impossibilità di accedere al credito. E dunque di pagare dipendenti e fornitori. E dunque la concreta possibilità di andare a gambe all’aria.

«Nel mio caso spero i danni siano limitati – aggiunge l’imprenditore – perché la mia attività è solida e ho un patrimonio di credibilità accumulato in 30 anni di lavoro. Ma se una cosa del genere capita a un piccolo artigiano, meno conosciuto, con qualche problema in più, lo può rovinare. Io, in ogni caso, con quell’istituto di credito ho chiuso per sempre».

La CNA coglie l’occasione per rinnovare l’appello alle banche a porre più attenzione nei confronti delle imprese, in questo momento di difficoltà. «La sopravvivenza di molte attività oggi dipende dall’elasticità del sistema di erogazione dei crediti, che deve saper valutare con la massima sensibilità le esigenze di ciascuna impresa, tenendo conto certo della sua solidità e patrimonializzazione, ma anche delle sue effettive prospettive di crescita» afferma Catia Olivetto, presidente del mandamento CNA di Montebelluna.

E, possibilmente, non fare drammatici errori.

 


 

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