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Impresa digitale: il Cloud computing
(Internet e nuove tecnologie)
Cos’è il Cloud Computing? La frase più usata dagli addetti ai lavori è “se non usi il cloud sei un dinosauro” riferito alle imprese che ancora non si sono aperte a tali nuove modalità. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta e quali sono i vantaggi per le imprese.
Letteralmente cloud computing significa nuvola informatica, cioè un insieme di applicazioni software che non è collocato “con i piedi per terra” nel nostro abituale disco rigido o server, ma l’insieme delle applicazioni è allocato “altrove” nella rete.
Fino ad ora siamo stati abituati ad utilizzare le applicazioni di cui siamo in possesso, con la modalità del cloud si apre una possibilità infinita di utilizzi “condivisi”, senza dover necessariamente acquistare tutto il software di cui abbiamo bisogno.
La rivoluzione digitale e l’evoluzione dei servizi online sono stati un punto di svolta per le maggiori software house mondiali. L’operatività liquida di cui si parla tanto è costituita dalla possibilità di essere operativi attraverso una multimedialità senza confini. Ciò è possibile solo se i dati sono salvati in un server accessibile dai pc, dai tablet, dall’I-phone, smart-phone, I-pad: tutti gli strumenti di operatività, da qualunque luogo e in qualsiasi momento attingono i dati dalla nuvola. Quindi l’informatica in modalità cloud è una naturale conseguenza dell’utilizzo di più strumenti tecnologici operativi, mentre fino ad un solo decennio fa si utilizzava quasi esclusivamente il pc aziendale.
L’ostacolo maggiore è un cambio di mentalità: nei costi “vivi” di inizio attività ci sono sempre stati quelli relativi all’investimento tecnologico costituito dall’acquisto di hardware e software (che ha sempre congelato una ingente liquidità altrimenti disponibile per altri investimenti). Grazie alla “condivisione” delle applicazioni, anche le piccole e medie aziende possono accedere a tecnologie costose e proibitive (se affrontate dalla singola impresa).
Dove si trova, esattamente, la cloud?
I dati e i programmi non devono necessariamente risiedere sul PC; possono essere "ospitati" (o memorizzati) su una piattaforma esterna al server aziendale che ospiterà i dati di tante altre aziende e fornirà loro le applicazioni di cui hanno bisogno. Quindi Cloud Computing significa “gestire esternamente (online) le applicazioni e le attività, invece che all'interno dell’hardware aziendale”.
La modalità più diffusa è quella del “software as a service” in cui non si acquista definitivamente un software e lo si installa, ma si acquista solo il servizio software online. E’ immediatamente comprensibile l’enorme sviluppo che può raggiungere un tale mercato di servizi.
Applicazioni e vantaggi
Il cloud computing offre la possibilità di:
– salvare i dati aziendali su server esterni;
– utilizzare software senza acquistarli, acquistando e pagando quindi solo l’uso del software stesso;
– utilizzare piattaforme online che offrono pacchetti completi di servizi che comprendono applicativi per la comunicazione unificata, gestione della messaggistica, posta elettronica, collaborazioni online e videocomunicazioni;
– gestire le procedure informatiche in remoto senza una geolocalizzazione delle postazioni.
Ovviamente le case produttrici di software e di servizi hanno ormai messo sul mercato una grande quantità di offerte, tra le quali le più interessanti sono costituite dai pacchetti per le PMI prive di risorse informatiche interne. Grazie al cloud, le piccole o medie imprese pur non acquistando programmi specifici, possono avere un servizio di gestione online della messaggistica, delle procedure di e-commerce e di archiviazione online, il tutto ad un canone fisso mensile accessibile a tutte le imprese.
Queste le immediate e intuitive potenzialità dell’outsourcing: la “condivisione fa la forza” non è mai stato tanto vero quanto ora.
Dal punto di vista degli strumenti appositi per operare in cloud, è stato già commercializzato il computer senza disco rigido (impensabile fino ad alcuni anni fa) che ha il backup impostato automaticamente (salvataggio dati nel server) e l’operatività è tutta online.
Ciò vuol dire che il gestore del servizio (solitamente l’hosting service provider) gestisce tutta la componente informatica aziendale: gestione delle relazioni con i clienti, posta elettronica, portale aziendale ecc.
La prima conseguenza positiva tangibile è l’abbassamento dei costi: sottoscrivere software "in the cloud" riduce considerevolmente l’investimento per gli strumenti informatici.
La seconda conseguenza positiva per le aziende che passano al cloud computing è la riduzione dei rischi per la gestione dei dati aziendali, che diventerà una responsabilità in capo a chi offre il servizio (solitamente l’hosting provider).
La terza conseguenza positiva, già accennata, è la possibilità di accedere ai servizi e ai dati in ogni momento e da qualunque luogo.
Problematiche
I rischi maggiori derivano dalla sicurezza informatica e dalle tematiche relative alla privacy. Se per tali ultimi rischi si rimanda alle considerazioni del garante della Privacy (in allegato), per la sicurezza informatica si sono già verificati eventi preoccupanti.
Solo negli ultimi mesi i due principali servizi di cloud computing del pianeta sono stati vittime di attacchi informatici. Ma cosa può succedere se viene danneggiato il server sul quale sono allocati i nostri dati aziendali? La stessa cosa che accadrebbe se fossero stati salvati sul nostro server aziendale. Sicuramente gli hacker che operano nella rete sono maggiormente attratti dalla violazione di un grande servizio di cloud piuttosto che violare un piccolo server aziendale. Recentemente è stata data la notizia di una applicazione di monitoraggio cardiologico a distanza di pazienti domiciliarizzati, che in seguito ad un attacco informatico, ha smesso di funzionare per alcuni minuti. Si comprende come tale evento, compromettendo la funzionalità delle macchine, poteva mettere a rischio la vita dei pazienti.
Scenari futuri: come si sta evolvendo la cloud
Lo scenario futuro vede la condivisione “da uno a molti” e dal cloud computing si sta passando al cloud sourcing. Non più soluzioni aziendali “proprietarie” costose e continuamente in aggiornamento, ma soluzioni condivise per le quali si affrontano solo i costi “vivi” di utilizzo. Le preoccupazioni maggiori per le software house sono proprio legati alla sicurezza informatica ed in tal senso si avranno gli sviluppi maggiori.
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