Manovra-bis: disciplina previdenziale

In collaborazione con EPASA Nazionale

La c.d. "Manovra-bis", convertita in Legge n. 148/2011, contiene, in aggiunta ai provvedimenti già introdotti dal recente Decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, ulteriori misure volte al contenimento della spesa pubblica, che non hanno risparmiato, ancora una volta, la disciplina previdenziale.

Le maggiori novità contenute nel Decreto-legge in oggetto riguardano, quasi esclusivamente, i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni, con interventi talvolta al limite tra la disciplina previdenziale e quella lavoristica.

In effetti, se si escludono le norme relative al c.d. "contributo di solidarietà" e all'innalzamento del requisito anagrafico per l'accesso al pensionamento delle lavoratrici del settore privato, anticipato nei sui effetti dalla legge in commento, i restanti interventi normativi, in particolare, sono relativi alle fattispecie di seguito elencate:
– Facoltà della pubblica amministrazione di risolvere, unilateralmente, il rapporto di lavoro (art. 1, commi 14 e 16);
– prosecuzione del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti oltre i limiti di età per il collocamento a riposo e mobilità nel pubblico impiego (art. 1, commi 17 e 19);
– decorrenze dei trattamenti pensionistici per il personale del comparto scuola (art. 1, comma 21);
– termini temporali per la corresponsione dei trattamenti di fine servizio (art. 1, commi 22-23) e criteri di calcolo delle pensioni e TFS (art. 1, comma 32);
– trasferimento dei pubblici dipendenti (art. 1, comma 29);
– contenzioso per bonus bebè (art. 6, comma 6-bis). 

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