POLIZZE CATASTROFALI: LA PROROGA DEVE VALERE PER TUTTE LE PICCOLE IMPRESE

La proroga al 31 marzo 2026 dell’obbligo di stipula delle polizze contro i rischi catastrofali, introdotta dal Decreto Milleproroghe, risulta difficilmente comprensibile nella misura in cui è stata prevista solo per alcuni settori produttivi. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, rischia infatti di generare una disparità di trattamento all’interno del sistema delle micro e piccole imprese.

Le difficoltà operative legate all’adempimento dell’obbligo assicurativo sono comuni a tutte le imprese e, proprio per questo, la proroga avrebbe dovuto riguardare l’intero tessuto imprenditoriale. Una scelta che appare ancora più necessaria alla luce dei ritardi nella definizione dello schema di contratto tipo e nella realizzazione del portale Ivass, strumenti fondamentali per consentire alle aziende di confrontare in modo trasparente e consapevole le polizze disponibili sul mercato.

In assenza di questi strumenti, permane il rischio che le imprese sottoscrivano coperture non adeguate o economicamente sproporzionate rispetto alle reali esigenze di tutela, rendendo evidente la necessità di più tempo e di un quadro normativo più chiaro.

In questa fase viene quindi raccomandato alle imprese di richiedere più preventivi e di valutare attentamente non solo il costo del premio, ma anche il livello effettivo di copertura offerto dalle polizze. Rimane infine la richiesta di un intervento correttivo che garantisca equità e uniformità di trattamento per tutte le micro e piccole imprese.

POLIZZA CATASTROFALE: RIEPILOGO NORMATIVO ED ENTRATE IN VIGORE

Nel 2024 il governo ha introdotto l’obbligo assicurativo per le imprese in materia di copertura contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali (c.d. polizze “CAT NAT”). La normativa prevede scadenze differenziate in base alla dimensione aziendale:

  • Grandi imprese: obbligo partito il 31 marzo 2025
  • Medie imprese: obbligo entrato in vigore il 1° ottobre 2025
  • Piccole e micro imprese: obbligo entrato in vigore 31 dicembre 2025; proroga al 31 marzo 2026 solamente per i settori imprese della pesca e dell’acquacoltura, ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande (art.5 legge 287/1991) e imprese turistico-ricettive.

L’obbligo riguarda tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia, iscritte al Registro delle Imprese, e prevede la stipula di polizze assicurative a copertura dei beni materiali dell’attività, quali immobili, impianti, macchinari e attrezzature, contro eventi come terremoti, alluvioni, frane, esondazioni e fenomeni assimilabili.

È importante ricordare che la mancata stipula della polizza può comportare conseguenze rilevanti, in particolare la perdita del diritto di accesso a contributi, agevolazioni o benefici pubblici.

LA POSIZIONE DI CNA

CNA ha più volte espresso, a livello nazionale e territoriale – compresa CNA Treviso – la propria contrarietà all’introduzione dell’obbligo assicurativo per le piccole e micro imprese. La misura non risulta adeguata alle specificità organizzative ed economiche delle realtà produttive di minori dimensioni e rischia di tradursi in una nuova forma di tassazione indiretta, con un impatto significativo sui costi aziendali.

Pur riconoscendo che il tema delle polizze e delle coperture assicurative rappresenta un ambito centrale e strategico per la tutela dell’attività d’impresa, CNA ribadisce la necessità che tali strumenti siano valutati caso per caso, attraverso analisi di opportunità e di costo-beneficio, che non possono essere uniformi per tutte le imprese.

Si invitano pertanto le imprese che necessitano di consulenza su situazioni specifiche a contattare la sede CNA di riferimento, per un supporto personalizzato.


 

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