«Riaprire le attività di acconciatura ed estetica» CNA chiede inoltre la revisione dei criteri per la richiesta dei ristori

Monta la protesta del settore “servizi alla persona” costretti a chiudere da lunedì perché il Veneto è diventata zona rossa a causa di un’impennata di contagi da Covid-19.

«È intollerabile la totale disattenzione del Governo nei confronti delle imprese di acconciatura ed estetica – afferma Enrico Foffani, referente sindacale CNA Treviso da lunedì tempestato di telefonate da parte di estetisti e acconciatori, stanchi per l’ennesima chiusura in un momento di naturale ripresa del lavoro -. Sono incomprensibili le disposizioni contenute nel Dpcm del 2 marzo, relative alle zone rosse, che hanno confermato la chiusura dei centri estetici e addirittura revocato l’autorizzazione all’apertura dei saloni di acconciatura, concessa dagli ultimi decreti».

UNA CHIUSURA NON MOTIVATA: SALONI DI ACCONCIATURA
E CENTRI ESTETICI NON SONO FONTE DI CONTAGIO

L’estensione delle zone rosse a gran parte del territorio nazionale ha provocato, anche a Treviso, profondo malessere negli imprenditori e la sensazione che il governo si disinteressi del tutto alla loro condizione.

Il settore “servizi alla persona”, a tutela di clienti e dipendenti, si era tempestivamente dotato di tutte le garanzie necessarie a tenere aperti saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettando le più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio. Tali imprese garantiscono, infatti, la massima sicurezza anche per le modalità di svolgimento dell’attività: lavorando su appuntamento, non generano assembramenti.

LE CHIUSURE INCREMENTANO L’ABUSIVISMO

«La chiusura delle attività legali, inoltre, sta provocando il dilagare dell’abusivismo – denuncia Foffani -, con la rischiosa conseguenza che, proprio a causa degli abusivi che operano indisturbati senza rispettare alcun tipo di protocollo o misura di sicurezza, il virus possa diffondersi largamente e con rapidità».

Nel frattempo le imprese regolari stanno facendo i conti con una drammatica situazione finanziaria.

NEL 2020 UN CALO DI FATTURATO DEL 25%

Da un recente studio sui fatturati delle imprese, condotto dal Centro studi di CNA, emerge che nel 2020 il 94% delle imprese di acconciatura ed estetica ha registrato una perdita media di fatturato pari al 25% rispetto al 2019. Di queste imprese solo una su cinque potrebbe ricevere i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni se fosse mantenuta l’attuale soglia del 33% di perdita del fatturato.  In tal caso, per le imprese di acconciatura ed estetica si profilerebbe, oltre al danno, anche la beffa di non vedersi riconosciuto il risarcimento.

«Imporre la chiusura delle attività – conclude il referente sindacale di CNA Treviso – rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto e la disperazione potrebbe scivolare lungo una china pericolosa. Chiediamo, pertanto, al Governo segnali immediati di attenzione, modificando le modalità per ottenere i contributi a fondo perduto e permettendo ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa».

 


 

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