Un 2010 all’insegna di insolvenza e ritardi nei pagamenti

Il 2010 è stato il secondo anno di crisi economica, che sappiamo non essere finita ma, stando alle previsioni degli esperti, dovrebbe allentarsi nel 2011.

Uno dei problemi che si è manifestato nel mondo dell’impresa artigiana nel corso di quest’anno è stata la difficoltà delle aziende a pagare e a essere pagate, a causa di una crisi di liquidità del sistema dovuta alla caduta degli ordini e alla maggior rigidità delle banche nell’erogazione del credito.

Sul tema del recupero crediti, in particolare, l’Associazione ha ritenuto di dover organizzare un incontro con esperti per fornire all’imprenditore una sorta di vademecum con indicazioni e consigli per non rimaner vittima della catena dei non-pagamenti.

Nel corso del seminario, che ha avuto luogo lo scorso 18 novembre, gli artigiani presenti hanno confermato che il problema dei ritardi o dei mancati pagamenti sta diventando drammatico per la tenuta delle loro aziende. Il fenomeno degli insoluti nella Marca Trevigiana è aumentato del 20% dal 2009 al 2010 ed è in atto la tendenza di allungare i tempi di pagamento che, dai canonici 60-90 giorni, si attestano ormai sui 150. In caso di contenzioso per insoluti, poi, solo il 50% delle imprese riesce a recuperare gli importi a credito.

Per questo è meglio imparare a prevenire piuttosto che dover poi curare.

«La questione è davvero molto seria – afferma il presidente della CNA di Montebelluna Catia Olivetto -. Le aziende non riescono a incassare perché non ci sono soldi in giro. Soffrono di più i contro terzisti, meno chi lavora per le famiglie e i privati in genere. Gli artigiani devono alzare la guardia e non lavorare più sulla fiducia».

Per prevenire gli insoluti – hanno suggerito gli esperti nel corso del seminario – bisogna tentare di capire chi è il nostro cliente, ad esempio verificandone la forma giuridica, se è una società di capitali o di persone; effettuando visure camerali o immobiliari; scoprendo se l’azienda è protestata, se ha beni ipotecati, etc. Un puntuale lavoro di intelligence che può aiutare l’artigiano a capire la solvibilità della controparte prima di intraprendere qualsiasi rapporto commerciale.

L’altra grande accortezza è quella di regolarizzare un contratto a monte che definisca in maniera chiara i termini di pagamento, le eventuali limitazioni di danno, le modalità di contestazione dei vizi, e via via.

«Fare i contratti è spesso percepito dagli artigiani come una perdita di tempo  – spiega Franco Cestaro, segretario del mandamento CNA di Montebelluna -. Noi però consigliamo caldamente di farli, perché sono una garanzia fondamentale. Bisogna stare all’occhio anche con clienti storici, quelli che in passato han sempre pagato, con cui magari si ha un rapporto personale e quindi si tende a non formalizzare».

È vero, tuttavia, che le esigenze commerciali fanno spesso a pugni con quelle giuridiche. Perché uno dei pilastri del funzionamento del mercato è proprio la fiducia tra operatori economici, fiducia che, quando viene a mancare, rende le transazioni di beni e servizi automaticamente più difficoltose.

«È oggettivamente difficile per un imprenditore, dopo aver trovato un cliente interessato a una commessa magari importante, chiedergli ad esempio delle cambiali o una fideiussione firmata dai soci, anche se questi sarebbero gli strumenti giuridici ottimali – afferma Antonella Cazzolato, presidente del CO.I.M. il consorzio economico della CNA di Montebelluna -. Richieste del genere, in molti casi, possono far saltare l’affare; per una maggiore cautela abbiamo messo a disposizione dei nostri associati la possibilità, anche attraverso convezioni con studi legali, di ottenere le necessarie informazioni commerciali su potenziali fornitori e clienti».

La CNA di Montebelluna conferma anche per quest’anno un trend positivo di nuove associazioni, pur a fronte di un dato estremamente negativo dell’economia trevigiana, a conferma del fatto che le imprese hanno bisogno di partner sicuri e seri, verrà fra l’altro  potenziata la sede di Covolo di Pederobba, sia in termini di spazi che di personale. Dalla storica sede di via Segusini 27, tutti i servizi verranno spostati nella nuova e più accogliente sede in via Marinai d’Italia 9, poco distante, con a disposizione tre dipendenti.


 

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