Leonardo, ricamare una vita di lavoro e famiglia «Ecco come il il ricamificio di famiglia è diventato la mia passione e il mio futuro».

Leonardo Stocco, 24 anni, è socio del “Ricamificio Giacometti Daniela”, di cui è figlio. Di sé dice: «Sono un creativo, mi piace inventare». Raccontiamo la sua storia nell’ambito del progetto Artigiani Next Generation.

Leonardo ha studiato all’istituto professionale commerciale economico aziendale Carlo Rosselli di Castelfranco Veneto, indirizzo grafica, e poi ha cominciato… a ricamare nell’azienda di famiglia!

«È un lavoro che ha tanti lavori in sé, per questo  mi piace – racconta – io qui sono un factotum: un giorno faccio il magazziniere, un giorno il commerciale, un altro creo gli impianti dei ricami per i macchinari e un altro ancora gestisco i rapporti con i clienti».     

IL LAVORO: DEDIZIONE E IMPEGNO

Per lui il lavoro è «dedizione e impegno». E in questo suo sentire c’è riassunta tutta la cultura contadina veneta che si è fatta artigiana e che ora guarda al futuro mantenendo solide radici nel passato.  

Del resto la sede dell’azienda, prima di diventare tale, era stata la stalla della casa colonica di famiglia e poi l’officina del padre.

«Nel lavoro ci devi mettere tutto te stesso – è la convinzione di Leonardo –  devi essere lì con la testa, devi lottare, sudare, quello che stai facendo lo fai sia per te, sia per gli altri, e deve essere una cosa che ti piace…».

«LA VITA, IN GENERALE, È COMUNQUE LAVORO»

Per lui, artigiano millennial, il tempo libero è sì il tempo del divertimento  ma anche  quello in cui  «inventare qualcosa per poter poi costruire e lavorarci». Un’alchimia tutta trevigiana e veneta quella di «trasformare il tempo libero in un lavoro».

«Per me – puntualizza lui, a scanso di equivoci – la vita è comunque un lavoro in generale, che sia nello sport, che sia in un hobby o che sia nel lavoro vero e proprio».

Parole sue, dunque. Che sovvertono tomi di letteratura sui giovani “bamboccioni”, tutto spritz e nottate brave.

Non lo usa il termine “sacrificio”, Leonardo. Non è un sostantivo con cui la sua generazione ha confidenza. Eppure si sente che ne conosce molto bene il senso: lo ha visto incarnato nelle vite di sua madre e di suo padre, entrambi titolari di piccole aziende artigiane, cresciute giorno dopo giorno grazie a infinita dedizione. E fatica.

IL SUO CONTRIBUTO ALL’AZIENDA DI FAMIGLIA: INNOVARE CON LA TECNOLOGIA

A lui toccherà innovare a livello tecnologico: questo è il compito che si è dato.

«Per me mantenere quello che ha fatto Daniela è molto importante perché i suoi concetti e le sue idee hanno portato avanti l’azienda per vent’anni, riuscendo a farla crescere in modo proficuo – dice -. Non intendo dunque stravolgere il suo operato ma portare quelle modifiche a livello tecnologico che ci possono aiutare».

MA NEL FUTURO DI LEONARDO C’È ANCHE LA FAMIGLIA

Ma, intendiamoci: non c’è solo il lavoro nel futuro di Leonardo.  «Nel mio futuro vedo un’idea di famiglia, di stare con la mia famiglia, di continuare a lavorare e però di sapermi godere il tempo libero con magari dei bambini e comunque la mia famiglia, la mia ragazza, i miei genitori. Per me il futuro è basato sulla famiglia».

Quattro volte, lo ripete, rispondendo alla nostra domanda. Perciò si avvererà. E noi glielo auguriamo di tutto cuore.   

Nel video altre risposte che raccontano il mondo di Leonardo.

  • Che cosa lo motiva?
  • Che cosa lo preoccupa?
  • Cos’è per lui la felicità?
  • Cosa significa per lui fare parte di un’Associazione di categoria?

Le foto sono di Alfonso Lorenzetto.


Guarda il video:


 

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