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Legge di bilancio, penalizzati i giovani che vogliono mettersi in proprio

La legge di bilancio approvata dal governo Meloni introduce una modifica significativa alle modalità di erogazione dell’anticipo NASpl per chi decide di avviare un’attività autonoma o aprire una partita IVA. In precedenza, chi presentava domanda di anticipo riceveva il 100% dell’importo residuo della NASpI in un’unica soluzione. Con le nuove regole, invece, solo il 70% dell’importo verrà liquidato immediatamente, mentre il restante 30% sarà erogato al termine del periodo di fruizione della NASpI, e comunque non oltre sei mesi. Questa misura riduce la liquidità immediata a disposizione di chi vuole mettersi in proprio, rendendo più difficile sostenere i costi iniziali di un’attività (attrezzature, affitto, contributi, spese amministrative). Di conseguenza, potrebbe scoraggiare soprattutto i giovani e gli artigiani dall’intraprendere nuove iniziative imprenditoriali, limitando di fatto una misura che finora aveva favorito l’autoimpiego.
Per quanto riguarda il sistema pensionistico, la legge di bilancio stabilisce che nel 2026 non ci sarà alcun innalzamento dell’età pensionabile. Eventuali modifiche sono rinviate al 2027, lasciando quindi invariati i requisiti per il prossimo anno. Tuttavia, vengono interrotte alcune misure di pensionamento anticipato. Stop a “Opzione Donna”, che consentiva alle lavoratrici di andare in pensione anticipatamente accettando un ricalcolo contributivo dell’assegno. Stop a “Quota 103”, che permetteva l’uscita dal lavoro con almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. Resta invece confermata l’APE Sociale, una misura di accompagnamento alla pensione rivolta a soggetti in condizioni di particolare difficoltà (disoccupati, caregiver, lavoratori con mansioni gravose o invalidi), che consente di percepire un’indennità fino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria.
La legge di bilancio prevede anche il rifinanziamento dei fondi per il contrasto alla povertà, per il sostegno al reddito e per la genitorialità. Questo consente la conferma di alcune misure già esistenti. Prosegue l’Assegno di Inclusione, prorogato per ulteriori 18 mesi, destinato ai nuclei familiari in condizioni di fragilità economica. Continuano anche i Bonus mamme con due o più figli, volto a sostenere l’occupazione femminile e il reddito delle famiglie; i Bonus per anziani non autosufficienti, a sostegno delle persone più fragili e delle loro famiglie.
Accanto alle misure confermate, la legge introduce anche nuovi bonus e contributi, che però non sono ancora operativi. Per la loro effettiva applicazione saranno necessari decreti attuativi, che dovranno stabilire importi, requisiti di accesso e modalità di erogazione. Tra questi rientrano, ad esempio, i contributi per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati, pensati per alleviare le difficoltà economiche legate al mantenimento della casa, e i contributi economici per studenti, finalizzati a sostenere il diritto allo studio. Fino all’emanazione dei decreti attuativi, queste misure restano quindi solo sulla carta, senza effetti concreti per i potenziali beneficiari.
“Apprezzabile il rifinanziamento delle politiche sociali e la conferma di strumenti essenziali per le persone più fragili – dichiara Iris Ortis, direttrice del Patronato Epasa Itaco di CNA Treviso – ma non possiamo condividere scelte che penalizzano chi, dopo la perdita del lavoro, prova a rimettersi in gioco creando un’attività autonoma. Ridurre l’anticipo NASpI significa limitare l’autoimpiego e frenare l’imprenditorialità diffusa, proprio nel momento in cui andrebbe incentivata. L’auspicio è che su questo punto il governo possa tornare sui propri passi”.
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